venerdì 4 marzo 2011

Talento alpino

Il libro più "diverso" che ho letto ultimamente è "Storia di Neve" di Mauro Corona.

E' una specie di poema epico, ma i protagonisti sono montanari friulani del secolo scorso.  E' un romanzo dell'orrore, pieno di delitti efferati ma è anche una grande storia d'amore.  E' un romanzo corale, storico, è un po' splatter e un po' romantico, con molta magia e molta cruda realtà, pieno di colpi di scena e di macchinose vendette.
Penso sia come il suo autore, bello ed inquietante.

Ho assistito rapita ad una sua lunga intervista. Che uomo fantastico! Si capisce che ha quella che da noi si chiama "una rama di pazzia", ma è certamente pieno di talento.

Non solo scrive, ma è anche un ottimo scultore del legno e un esperto scalatore. Un forte bevitore, per usare un eufemismo, ed anche un grande lettore.
Parla di tutto, con competenza, saltando di palo in frasca, perdendosi nei mille aneddoti che ha da raccontare e infarcendo il tutto con termini dialettali e citazioni in lingua originale di altri autori, spesso sudamericani.

Ha il fascino dell'uomo tormentato, filosofo, unito all'aspetto selvaggio dell'alpinista scultore.  Ma in realtà credo fugga i corteggiamenti ed in generale la confusione e l'adulazione.

In fondo resta sempre un montanaro, che ama il silenzio, le sue valli, il suo Vajont.

Prossimo libro nella mia scaletta: La fine del mondo storto.  Già il titolo è di buon auspicio!
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