venerdì 17 febbraio 2012

Il Bacanal del Gnoco

Oggi a Verona è "Venerdì gnocolar", il giorno della sfilata dei carri allegorici.

Il nostro carnevale ha origini molto antiche.
Nel 1531 a seguito di una paurosa alluvione dell'Adige e della calata dei Lanzichenecchi di Carlo V, la città era allo stremo.
Non c'era da mangiare e le rivolte erano all'ordine del giorno.

Un comitato di ricchi signori del rione di San Zeno (il più popoloso di allora) decisero di distribuire farina, olio e vino ai "Sansenati" durante il venerdì precedente la Quaresima.

Quest'usanza continuò negli anni e nei secoli successivi, con la distribuzione gratuita degli gnocchi al pomodoro sulla piazza davanti la Basilica di San Zeno.

La figura dominante del nostro carnevale è quindi Papà del Gnoco in groppa ad un asinello.

Eletto ogni anno, seguendo tutta una serie di regole antichissime. 
Compito di Papà del Gnoco non è solo capitanare la sfilata mascherata, ma fare tutta una serie di visite a scuole, ospedali e ricoveri per tutta la durata del Carnevale. 

Verso la fine dell'ottocento si sono aggiunte altre maschere, una per ogni quartiere.

Quelle a cui i sono particolarmente legata sono il Duca della Pignata ed il Dio dell'Oro.
Appartengono al quartiere di Santo Stefano (la parrocchia della mia infanzia) e rappresentano un ricchissimo signore in tuba e frac che si dice avesse trovato una pentola piena d'oro e perciò avesse organizzato un carnevale in concorrenza con quello di San Zeno con tanto di Luni (lunedì) Pignatar, con distribuzione di minestrone di fagioli a tutti gli "Stefanati".
Sembra che in realtà avesse solo vinto al Lotto, ma la storia è stata romanzata inventandosi anche il Dio dell'Oro che lo accompagna sempre.

Ci sono quindi maschere in ogni quartiere di Verona, alcune nuovissime, ma ognuna è la regina di una festa ad hoc, dove si può mangiare gratis.

La sfilata di oggi pomeriggio si snoderà per tutta la città, con conseguente blocco del traffico e confusione totale per ore.
Alcuni carri sono enormi, tipo quelli di Viareggio, altri più piccoli.
Poi ci sono le majorettes e le bande.
Clown in biciclette stranissime e gruppi mascherati nei modi più bizzarri.

Da quando sono stata ricoperta di schiuma da barba non vado più di persona, ma guardo comodamente dal divano di casa la telecronaca di una TV locale.

Al Luni Pignatar invece ho partecipato anche recentemente: in fondo il mio cuore è rimasto lì, insieme ai "pignatini", i bambini che accompagnano il Duca sul carro, con in testa una pentola dorata.

A proposito: oggi a pranzo rigorosamente gnocchi!!
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